>> La città sostenibile di domani.

Un tour interattivo di quello che sarà il nostro futuro urbano a bordo della nuova smart electric drive.

Benvenuti nella città sostenibile di domani! La nostra storia multimediale vi dimostrerà che questo luogo non è più fantascienza. Si basa su una mappa interattiva che offre 19 visioni e progetti innovativi. Sette esperti europei e statunitensi – tra cui il futurologo Anthony Townsend, l’archistar Stefano Boeri e David Sim della Gehl architects – condividono con noi le loro idee sulla vita urbana attraverso una serie di filmati.

Quel che ne risulta è la visione di una città che per ora è forse un po’ distante dalla nostra ma che rappresenterebbe un gran bel posto in cui vivere; una città progettata in modo efficiente, intelligente ed ecocompatibile. Per ravvivare quello spirito comunitario che oggigiorno si trova soltanto nei paesini molto piccoli bisogna promuovere l’uso sostenibile delle risorse, un’architettura che filtri la CO2 e metta in rilievo gli elementi naturali, dei nuovi modi di vivere e di lavorare, e le iniziative agricole locali.

Vorremmo attraversare questa città, regolata da sistemi di traffico intelligente, a bordo di un’auto altrettanto innovativa: Negli USA la smart fortwo electric drive arriva sul mercato all’inizio del 2017, in Europa poco tempo dopo insieme alla smart fortwo cabrio electric drive e alla smart forfour electric drive.

smart electric drive

Una buona base su cui costruire.

Le prime idee sulla città sostenibile di domani si sono concentrate sull’evoluzione dei nostri stili di vita urbani attraverso l’uso di tecnologie innovative. L’espressione «smart city» era stata coniata in origine nel settore tecnologico e dell’IT. Allora smart, che significa intelligente, indicava tutto ciò che poteva essere calcolato, collegato in rete e controllato dai computer: prima sistemi individuali, poi strutture e infine l’intera città.

La diffusione fulminea del termine rivela l’attrazione che esercita su di noi questa città del domani. Oggi non sono più soltanto le società e le industrie tecnologiche a esplorare le premesse di fondo, ma anche gli architetti, gli urbanisti e i sociologi. «Smart city» è diventato un concetto obbligatorio per chiunque voglia andare oltre l’evidenza.

Una sfida comune: le città stanno crescendo più velocemente delle risorse che gli esseri umani consumano e di cui hanno bisogno. Secondo le stime dell’ONU due terzi dell’umanità vivranno in aree urbane entro il 2050.

Senza una gestione intelligente, le città verranno inghiottite dalla loro stessa crescita: a un certo punto lo spazio e l’energia disponibili non saranno più sufficienti per tutti. Ma qual è questa fantomatica intelligenza che tutti sembrano ricercare? E come possiamo svilupparla?

La prima risposta, nonché la più importante, è: la tecnologia. Se la tecnologia moderna non risolve tutti i problemi, crea però le fondamenta sulle quali si baseranno le soluzioni successive.

Edifici e reti energetiche intelligenti, per esempio, possono trasformare le case in produttrici di energia sostenibile. La tecnologia delle comunicazioni e l’informatica aiuterebbero a utilizzare le risorse in modo più efficiente e a rendere l’amministrazione delle città più trasparente.

I sistemi intelligenti forniscono dati, li collegano e combinano tra loro e creano così una base essenziale per prendere decisioni intelligenti. Il futurologo di New York Anthony Townsend condivide l’idea che per sopravvivere le città avranno bisogno di utilizzare in modo più ingegnoso gli strumenti della rivoluzione digitale:

Le città possono essere gestite in modo intelligente soltanto se tutti i loro sistemi sono completamente messi in rete. Ciò comporta un rischio: chi ci assicura che i dati raccolti dal sistema non verranno sfruttati da qualche privato per il proprio tornaconto? La tecnologia può soltanto fornirci gli strumenti per costruire le città di domani, si tratterà poi di vedere chi sarà a maneggiarli in futuro.

Pop-up Sports Ground – Progetto per campi sportivi urbani.

È cosa nota che i terreni in città non siano proprio a buon mercato – un motivo in più per preferire l’uso temporaneo degli spazi urbani disponibili. Dopo i pop-up store e i pop-up café sono ora allo studio, per la prima volta, campi sportivi pop-up: questi sistemi flessibili per il gioco e lo sport, che consistono in parti di container, si possono assemblare e poi smontare con facilità su una piazza pubblica o su un’area urbana inutilizzata.

Markus Weinig di Monaco, il creativo che ha ideato il progetto, considera lo sport come la forza propulsiva dei processi di cambiamento urbano. Al centro, però, non c’è soltanto l’attività fisica, ma anche il rafforzamento del senso di comunità.

Campi solari urbani – Masdar, EAU.

Nella città pianificata di Masdar, elementi dell’architettura orientale tradizionale incontrano le conoscenze scientifiche e tecnologiche più avanzate. La città ecosostenibile più grande del mondo nasce là dove, per natura, la vita fatica ad attecchire: nel deserto dell’emirato di Abu Dhabi, 30 chilometri a est della capitale.

La città è concepita per essere totalmente priva di emissioni. Non soltanto l’energia, ma anche i rifornimenti d’acqua saranno ottenuti grazie al sole. L’acqua marina verrà infatti dissalata con l’aiuto dell’energia solare. Una rete viaria moderna farà sì che a Masdar le temperature siano inferiori di 10 gradi rispetto ad altre zone di Abu Dhabi. Per il traffico urbano saranno impiegate auto elettriche senza conducente.

Ma non basta: a Masdar nascerà il primo ateneo con una facoltà dedicata esclusivamente alla ricerca sulla sostenibilità. Già nel 2015 è stato aperto un centro di ricerca sul fotovoltaico.

 

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Immagine: LAVA

Skyfarm – Progetto di urban farming.

Nel 2050 la popolazione mondiale sarà aumentata di tre miliardi di persone. Per far fronte alla necessità crescente di cibo occorreranno nuove superfici coltivate dell’ampiezza del Brasile. Lo studio di architettura londinese Rogers Stirk Harbour + Partners ha perciò ideato Skyfarm.

L’architettura di questa torre-fattoria urbana consente sia la coltivazione di cereali e verdura, sia l’allevamento di pesci. Per motivare la popolazione cittadina a un rapporto consapevole con i fondamenti della vita e informarla al riguardo, al piano terra si trovano ristoranti in cui vengono offerti gli alimenti prodotti nelle torri, alte fino a 80 metri.

L’architetto Andrew Partridge di RSH+P riassume come Skyfarm possa valorizzare le comunità:

Fujisawa – Modello di sostenibilità, Giappone.

Nella città di Fujisawa, situata 50 chilometri a ovest di Tokio, gli urbanisti sono riusciti a realizzare un microcosmo visionario: la città è quasi priva di emissioni di CO2. Energia e corrente elettrica sono ricavate da fonti rinnovabili.

Inoltre elettrodomestici intelligenti, sistemi di stoccaggio dell’energia e stazioni per il car sharing garantiscono una maggiore efficienza energetica alla vita dei circa tremila abitanti di Fujisawa. Seminari ad hoc informano in materia di ambiente, dal punto di vista sia teorico sia pratico.

Foto: Fujisawa SST

Foto: Fujisawa SST

Cisco Innovation Centre – Palazzo per uffici, Toronto, Canada.

Nella sede centrale dell’azienda di telecomunicazioni Cisco, a Toronto, nessuno ha più una scrivania fissa. Lo smartphone trasferisce automaticamente tutte le impostazioni, come l’illuminazione e l’altezza del piano, alla scrivania alla quale si è seduti.

Questo permette di usare gli spazi in modo individuale ed efficiente dal punto di vista energetico. Le sale riunioni sono attrezzate per le videoconferenze, ovviando così alla fatica dei meeting faccia a faccia. Aree speciali con tavoli da ping pong e console per i giochi offrono lo spazio necessario a sviluppare un equilibrato spirito di squadra.

Foto: Cisco / Tom Arban

Foto: Cisco / Tom Arban

Foto: Cisco / Tom Arban

Foto: Cisco / Tom Arban

In evidenza

«Dobbiamo renderci conto che è necessario ridurre la CO2 direttamente là dove viene prodotta: nelle nostre città».

Stefano Boeri

Ripensare le città

Gli edifici sono i simboli visibili dello status quo di una città, pertanto sono gli architetti a dare un volto alla nostra concezione del mondo di domani. I creativi di tutto il mondo fanno a gara per darci la loro personale visione della bellezza urbana.

Ai loro occhi la bellezza va di pari passo con l’utilità. Ideano progetti che riportano la natura all’interno della città, con materiali di costruzione che filtrano le sostanze inquinanti dell’aria oppure tetti solari che producono energia.

La pianificazione urbanistica sostenibile ha già iniziato a essere messa in pratica a livello mondiale. Ad Abu Dhabi è attualmente in costruzione la città modello di Masdar, un prototipo progettato per provvedere a 50.000 residenti con il 100% di energia rinnovabile.

Anche in Europa le persone e le città si stanno lentamente adattando ai nuovi concetti, soprattutto dove sono costrette, in una certa misura, a trasformarsi più o meno «al volo». Tra i pionieri della radicale reinvenzione urbana troviamo l’architetto Stefano Boeri che ha costruito di recente – ai margini del centro storico di Milano – due palazzi rivestiti con 800 alberi e 20.000 arbusti. Il suo «bosco verticale» è una vera delizia per gli occhi e, soprattutto, per la qualità dell’aria di Milano.

Al momento Boeri sta pianificando la riforestazione di altri edifici in Francia, in Svizzera e in Colombia. Il suo prossimo ambiziosissimo obiettivo è un’intera città con 800 boschi verticali in Cina. Uno studio di architettura di Parigi si spinge persino oltre con giardini verticali che crescono sulle facciate delle case, producendo così la propria energia e condividendo addirittura l’eccedenza con i lampioni nelle vicinanze. Finora questi edifici – lo stesso dicasi per la «città galleggiante», una città autosufficiente al largo della costa – esistono però solo sullo schermo del computer.

Eckwerk – Centro tecnologico e palazzo con uffici, progetto per Berlino, Germania.nd.

Eckwerk è una combinazione di centro tecnologico e ambiente stimolante. Questo variegato complesso urbano fa parte del progetto berlinese di Holzmarkt e nasce direttamente sulle rive della Sprea.

Immagine: Kleihues + Kleihues und Graft

Immagine: Kleihues + Kleihues und Graft

Immagine: Kleihues + Kleihues und Graft

Immagine: Kleihues + Kleihues und Graft

Immagine: Kleihues + Kleihues und Graft

Per questa area, a lungo inutilizzata, si mira a una fusione tra città e natura: il complesso è attraversato da strade e ambienti comuni che ne sottolineano l’apertura e la trasparenza. Il nuovo progetto prevede inoltre spazi lavorativi a prezzi contenuti per artigiani, artisti e creativi.

Ci saranno poi una superficie di 2.000 metri quadrati per la piscicoltura e l’orticoltura, e inoltre scalinate, terrazze e interni ricoperti di verde. Nel complesso sono integrati una gestione intelligente del riscaldamento e un ciclo ottimizzato delle acque reflue e dei rifiuti. Per la loro opera gli architetti hanno scelto di preferenza materiali naturali come legno, argilla e canapa, conformemente all’orientamento sostenibile della costruzione.

Uta Mühleis, cofondatrice di Eckwerk, spiega le linee fondamentali del progetto:

Bosco Verticale – Torri residenziali, Milano, Italia.

I due palazzi residenziali dell’architetto Stefano Boeri non sono una visione, ma una realtà viva: non lontano dal centro di Milano, Boeri ha ricoperto di verde i due edifici, alti rispettivamente 119 e 87 metri. Su quasi 9.000 metri quadrati di terrazze crescono 800 alberi e 20.000 arbusti. Alcuni alberi raggiungono un’altezza di nove metri. Per l’idea di questo bosco verticale pieno di vita, Boeri è stato premiato con l’International Highrise Award.

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Foto: Paolo Rosselli

Positive Energy Towers – Progetto per grattacieli a impatto zero.

Parigi si è prefissa la meta di ridurre il 75% dei suoi gas serra entro il 2050. Lo studio di architettura di Vincent Callebaut ha ideato edifici futuristici adatti a questo progetto che, grazie al fotovoltaico e alle cellule solari, producono energia e riscaldano l’acqua. Le Positive Energy Towers regalano l’energia in eccesso ai lampioni nelle vicinanze.

Nella città del futuro anche la natura riconquista il posto che le spetta: per questo dell’idea di Callebaut fanno parte anche giardini verticali nei quali i parigini possono abitare nel verde pur restando nel bel mezzo della città.

Immagine: Vincent Callebaut Architecte

Immagine: Vincent Callebaut Architecte

Immagine: Vincent Callebaut Architecte

Immagine: Vincent Callebaut Architecte

moovel – L’app perfetta per la mobilità.

L’app di moovel, il marchio mobilità di Daimler, è il primo service al mondo che ti offre l’opportunità di prenotare e pagare tutti i mezzi di trasporto – dall’autobus al treno, dal taxi alla bici a nolo e al car sharing – in una grande città. Nell’ambito della mobilità urbana, il cosiddetto «one-stop shop» si rivela così per l’utente il modo migliore di raggiungere la meta.

Attualmente l’app copre il 100% delle possibilità di trasporto a Stoccarda e Amburgo, presto seguiranno altre città europee. La nostra previsione: nella città del futuro, saranno pochi gli spostamenti con i mezzi pubblici fatti senza app come moovel.

Qui trovi altre informazioni su moovel lab e un’intervista a Eileen Mandir, Head of Product & Lab di moovel.

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Il paradiso delle bici – Copenaghen, Danimarca.

Entro il 2025 Copenaghen vuol diventare una metropoli a impatto zero. Le autorità locali sono convinte che, a questo riguardo, la bicicletta avrà un ruolo essenziale. Dal 2006 la capitale danese ha investito 150 milioni di Euro per migliorare l’infrastruttura.

Il risultato? Mille chilometri tutti riservati ai ciclisti. Le cosiddette «piste ciclabili veloci» sono larghe tre metri, alcuni tratti sono dotati di semafori sincronizzati per l’«onda verde», mentre appositi corrimano e poggiapiedi fanno sì che i ciclisti non debbano più scendere dalla bici quando si fermano.

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Kasper Thye

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Kasper Thye

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Mikael Colville-Andersen

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Nicolaj Perjesi

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Nicolaj Perjesi

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Thomas Høyrup Christensen

Immagine: copenhagenmediacenter.com, Thomas Høyrup Christensen

Garden Bridge – Progetto per Londra, Inghilterra.

Immagine: Garden Bridge Trust

Nel 2018 sarà inaugurata, in piena Londra, un’opera architettonica che cambierà lo sguardo dei londinesi sulla loro città: ingegneri e architetti paesaggisti stanno realizzando un ponte che sarà insieme parco e prato e sembrerà galleggiare sopra il Tamigi. Lungo i suoi 365 metri crescono betulle e ontani, ma anche gerani e violette. Per prendere una boccata d’aria fresca o tenersi romanticamente per mano non ci sarà più bisogno di andare a Hyde Park: basterà attraversare il fiume.

Immagine: Garden Bridge Trust

Immagine: Garden Bridge Trust

Immagine: Garden Bridge Trust

Central Park – Songdo, Corea del Sud.

Foto: Getty / Penboy

Nel 2009, sul modello del Central Park di New York, è sorto un parco di 40 ettari nella città pianificata di Songdo, in Corea del Sud: il Songdo Central Park. In fatto di sostenibilità quest’area non è seconda a nessuno: nelle giornate di cattivo tempo l’acqua piovana viene raccolta in cisterne di plastica riciclata e poi usata per l’irrigazione delle piante.

Foto: Gale International

Foto: Gale International

Foto: Gale International

Foto: Gale International

Foto: Gale International

Proprio nel mezzo si trova un canale navigabile con i taxi d’acqua. Grazie alla sola energia delle maree, ogni giorno questo canale è alimentato con acqua di mare, consentendo un enorme risparmio d’acqua. Il parco completa la fisionomia user friendly di Songdo: la città dispone di parcheggi sotterranei e di 148 chilometri di piste ciclabili. Ai margini del parco spicca la Incheon Tri-Bowl, un padiglione multifunzionale dall’architettura inconfondibile.

Infrastruttura per ricaricare le auto elettriche.

Chi ha una villetta in periferia è fortunato: può infatti ricaricare l’auto elettrica comodamente nel garage di casa sua. In centro, invece, dove lo spazio è limitato, i palazzi sono grandi e i parcheggi pubblici, le cose sono più complicate. Le colonnine di ricarica, che riforniscono rapidamente le auto elettriche di energia da fonti rinnovabili, si trovano in tutte le grandi città, ma ce ne sono ancora troppo poche.

Nils Moe

La nostra previsione: nella città del futuro sarà realizzata una rete molto più fitta di colonnine, anche grazie alla strategia comune di politica, fornitori di energia, marchi automobilistici e altri investitori.

Ne è convinto anche Nils Moe, amministratore delegato dello statunitense Urban Sustainability Directors Network – che ne spiega gli ulteriori vantaggi.

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Five Borough Farm – Urban farming, New York City, USA.

A metà degli anni Novanta è nato a New York un movimento che è ormai diventato una tendenza globale: l’urban gardening. Su aree prima inutilizzate, appassionati di orticoltura piantano, raccolgono e trasformano frutta e verdura.

Quasi altrettanto importante è però un altro aspetto: negli orti metropolitani non crescono solo insalata e pomodori, ma anche lo spirito comunitario. Sono così i terreni stessi che diventano il nucleo di uno stile di vita più consapevole.

Foto: Rob Stephenson / Courtesy of the Design Trust for Public Space

Foto: Rob Stephenson / Courtesy of the Design Trust for Public Space

Foto: Rob Stephenson / Courtesy of the Design Trust for Public Space

Foto: Rob Stephenson / Courtesy of the Design Trust for Public Space

In evidenza

«Ci serve un approccio più olistico alla mobilità».

David Sim

Dissolvere i confini

Lo sviluppo dei flussi di traffico nelle metropoli ci dimostra l’urgente bisogno di simili tecnologie innovative. Dopo esser stati qualche giorno a São Paulo, New York o Beijing è lampante il fatto che queste città hanno raggiunto la loro capacità massima.

Le file e gli ingorghi stradali non sono più l’eccezione, bensì la regola. In passato, del resto, innovazione significava semplicemente costruire sempre più strade.

Secondo David Sim, direttore creativo presso lo studio del visionario danese Jan Gehl, solo una vasta gamma di soluzioni può salvaguardare un futuro sostenibile (e percorribile).

David

Nelle nostre società gli utenti della strada e i sistemi di traffico operano ancora in modo indipendente l’uno dall’altro. I conducenti sono conducenti, i pedoni sono pedoni, quasi come se appartenessero a nazioni diverse che richiedono un visto d’ingresso per poter passare in quell’altro regno.

Ma poiché ogni situazione può necessitare di diverse opzioni di mobilità, limitarsi a una sola modalità di trasporto non è certo un approccio moderno. La chiave della cosiddetta connettività intermodale è, ancora una volta, lo smartphone. Applicazioni come moovel collegano orari e sistemi di pagamento, assicurando che ognuno possa avere a disposizione il miglior mezzo di trasporto per muoversi in qualunque situazione: a piedi, in bici o con quella macchina che è lì in fondo alla strada.

Il risultato è un mix di mobilità su misura per le nostre esigenze individuali, disponibile premendo un semplice tasto. Naturalmente l’auto privata continuerà a dominare il mercato, dati i vantaggi che offre in termini di confort oltre al piacere della guida. Saranno però sempre di più le auto alimentate da energia elettrica e ci sarà di conseguenza un transito moderato e privo di emissioni.

Elegant Embellishments – Facciate antismog, Berlino, Germania.

Lo studio di architettura berlinese Elegant Embellishments sfrutta una tecnologia nota da tempo: con il cosiddetto biocarbone, il CO2 immagazzinato nelle piante si trasforma in materiale solido e viene catturato in modo duraturo.

Con questo materiale, Daniel Schwaag e la squadra di Elegant Embellishments sviluppano elementi per le facciate degli edifici che sono un piacere per gli occhi e per l’ambiente:

Mercedes-Benz Future Bus – L’autobus senza conducente.

Con il Mercedes-Benz Future Bus, Daimler Buses ridefinisce il traffico urbano e celebra una prima mondiale: nell’autobus a guida autonoma il conducente non siede al volante, ma si limita a controllare tutto il processo.

È un sistema autonomo, il CityPilot, a occuparsi della guida. Il test sulla tratta di prova è già stato superato brillantemente: nel luglio 2016 il Future Bus di Mercedes-Benz ha percorso venti chilometri senza conducente. L’autobus comunica tramite sensori, fermandosi ai semafori e alle fermate con una precisione centimetrica.

Se un pedone dovesse attraversare con il semaforo rosso, l’autobus se ne accorgerebbe e frenerebbe automaticamente. Com’è ovvio, l’autobus rispetta da solo i limiti di velocità. In questo modo la sicurezza del traffico urbano aumenterà sensibilmente.

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Foto: Daimler AG

Luchtsingel – Ponte finanziato dal crowdfunding, Rotterdam, Paesi Bassi.

«Luchtsingel» è una parola olandese che significa «canale d’aria». Il ponte che porta questo nome collega fra loro tre quartieri prima separati da ferrovie e impianti industriali. Il ponte, interamente realizzato in legno, supera strade e rotaie, insinuandosi addirittura tra i palazzi.

Ma la vera particolarità di questo manufatto, di un luminoso color giallo, consiste in questo: è stato finanziato attraverso il crowdfunding. Con 25 Euro, ciascuno ha avuto la possibilità di dare un contributo e di vedere eternato il proprio nome su una delle tavole.

Qui su smart magazine si trova una descrizione più dettagliata del progetto.

 

Foto: Ossip van Duivenbode

Foto: Ossip van Duivenbode

Foto: Ossip van Duivenbode

Foto: Ossip van Duivenbode

Foto: Fred Ernst

The harbour turns blue – Rinaturalizzazione del porto, Copenaghen, Danimarca.

Negli anni Novanta l’acqua del porto di Copenaghen era sporca come in qualsiasi altra città portuale, soprattutto a causa degli scarichi industriali, delle navi e dei gas di scarico dei veicoli. Copenaghen ha perciò modernizzato l’intero sistema delle acque reflue.

Di quest’opera di modernizzazione fanno parte, fra le altre cose, grandi bacini di filtraggio dell’acqua. Un sistema di preallarme segnala tempestivamente la presenza di un eccessivo contenuto batterico. Grazie a una app, ogni abitante di Copenaghen può informarsi in tempo reale sulla qualità delle acque del porto.

Floating City – La visione di una metropoli galleggiante.

In seguito ai mutamenti climatici, aree attualmente abitate in futuro spariranno sott’acqua. L’americano Seasteading Institute offre una soluzione. L’istituto, fondato nel 2009, lavora già alla visione di una città che galleggi sull’acqua su piattaforme modulari, con una superficie di circa 2.500 metri quadrati.

La prima città di questo tipo potrebbe diventare realtà intorno al 2020. Il 20% delle superfici galleggianti si trasformerà in parchi e giardini.

Chi volesse andare a vivere in una casa sull’acqua, farebbe meglio a sbrigarsi: stando a un primo sondaggio, oltre mille persone si sono mostrate interessate ad abitare nella città galleggiante.

Immagine: The Seasteading Institute / Gabriel Sheare, Luke & Lourdes Crowley, Patrick White

Immagine: The Seasteading Institute / Emerson Stepp

Immagine: The Seasteading Institute / András Gyõrfi

Immagine: The Seasteading Institute / Matias Perez

Immagine: The Seasteading Institute / Gabriel Sheare, Luke & Lourdes Crowley, Patrick White

Immagine: The Seasteading Institute / Matias Perez

Immagine: The Seasteading Institute / Simon Nummy

In evidenza

«La mia visione della città del futuro è un posto dov’è davvero grandioso essere un essere umano».

David Sim

A misura d’uomo

Una conclusione scontata: la città del futuro è un luogo governato per mezzo della tecnologia. Per David Sim è però fondamentale non farsi controllare da essa. Il parametro dovrebbe essere creare un mondo in cui essere umani sia davvero grandioso.

Alla fine della nostra visita nella città sostenibile di domani, ci rendiamo conto di una cosa. Non solo le idee per la metropoli futura esistono già, ma in molti posti sono persino diventati una realtà quotidiana. Perciò quello che ci serve ora, più di ogni cosa, sono persone che vogliano far proprie queste idee, questi concetti e prodotti affinché la città del futuro diventi una realtà concreta. E queste persone hanno già un nome: cittadini smart.